Portofino, verso un Parco Nazionale


“È in gioco il futuro dei nostri figli: vanno ricercate anche nell'ambiente, le radici della nostra terra e le prospettive per le generazioni di oggi e domani. L'istituzione, per Portofino, di un Parco Nazionale di ampio e grande respiro è davvero un’occasione unica per recuperare non solo importantissime risorse per la messa in sicurezza del territorio, ma anche per il rilancio del tessuto economico in chiave sostenibile per i tanti comuni coinvolti tra Genova e Chiavari”. 

“In questi due anni, purtroppo, la Giunta Toti, sorda non solo agli appelli delle Associazioni e dei Comitati, ma anche dello stesso Ministero dell’Ambiente, respingendo l'idea di un Parco di 15mila ettari, ha fatto perdere alla Liguria 20 milioni di euro di finanziamenti che avrebbero indubbiamente dato ossigeno alle micro e piccole-medie imprese artigianali e agricole locali, oltre a migliorare sensibilmente la qualità della vita dei residenti”. 

Così, la deputata M5S Leda Volpi commentando l'incontro che si è tenuto ieri a Camogli sul tema Parco Nazionale di Portofino, alla presenza del candidato alle Regionali 2020 Ferruccio Sansa.

 

“Come MoVimento 5 Stelle, da anni ormai chiediamo con forza che si intessi un dialogo costruttivo capace di concretizzare l'istituzione del Parco Nazionale che, abbracciando una ventina di Comuni, garantirebbe solo vantaggi a una Liguria ferita e mortificata dalla cementificazione e dal dissesto”, aggiunge Volpi. 

Che poi conclude: “Un Parco nazionale di questa portata è, senza se e senza ma, un'occasione straordinaria di ricaduta per lavoro, agricoltura, turismo. Ha ragione Sansa: sarebbe un grande beneficio per il territorio e per gli imprenditori del turismo, della ristorazione e finanche dell'edilizia che, riqualificando e ristrutturando l'esistente, permetterebbero di recuperare ad esempio i borghi. Basta dunque favori alle lobby delle nuove costruzioni che svalutano gli immobili presenti. Un Parco Nazionale di soli 1000 ettari scarsi, come lo vorrebbe la Giunta Toti, aprirebbe la strada a ulteriori e sempre meno contenibili dissesti idrogeologici".